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Il termine Inbound Marketing è
sulla bocca di tutti e ogni esperto
di marketing ne dà una propria
versione. Partiamo da qui…

“Il termine Inbound marketing indica una modalità di marketing centrata sull’essere trovati da potenziali clienti (outside-IN) in contrasto alla modalità tradizionale, detta anche outbound marketing (inside-OUT) che è imperniata su un messaggio direzionato unicamente verso il cliente.”

Wikipedia….

I 4 passi dell’inbound marketing, spiegati dal suo inventore.

Brian Halligan, CEO di Hubspot, spiega l’inbound marketing come il processo che consiste nel NON andare dai potenziali clienti, ma attirarli seguendo alcuni passaggi:

  1. farsi trovare nel momento in cui qualcuno cerca di soddisfare un bisogno, attirandolo sul proprio sito;
  2. convertire la visita in un profilo più qualificato;
  3. analizzare le diverse fasi del processo per migliorarne le performance;
  4. continuare a soddisfare il cliente.
Brian Halligan

CEO , Hubspot

Quali strumenti attivare per applicare l’inbound marketing?

All’interruption marketing, si riconducono le attività di marketing tradizionale che agiscono interrompendo l’attenzione del destinatario, tentando di incanalarne l’attenzione verso il contenuto definito dal mittente della comunicazione. Ad esempio: spot tv e radio, il display advertising, pubblicità tabellari, …

Quando parliamo di “attractive o permission marketing” invece, ci basiamo sull’idea che il contenuto o servizio di un’azienda non debba essere proposto disturbando l’attenzione del consumatore, ma attirandola.

Questo avviene creando valore per il consumatore attraverso la costruzione di un contenuto che possa essere ritenuto genuinamente interessante in modo che sia l’utente stesso a ricercarlo. Alcuni esempi di strumenti utilizzati dall’inbound marketing sono: blog, video originali, e-book, newsletter, Seo e social media.